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lunedì 16 aprile 2018

Vincitore Miart 2018 . Pipì d'Artista e Sabbia Lunare


Miart/Piergiorgio Robino@Vitapicta2018AllRightsReserved


Intervista in esclusiva ai microfoni di Vita Picta del vincitore MIART 2018 Piergiorgio Robino di Studio Nucleo " Come nascono le tue opere?" "Souvenir of the Last Century Stool 05 e' un lavoro del 2012. Prendo vecchi oggetti dalle montagne, che venivano usati dai montanari delle mie terre piemontesi. Seleziono questi manufatti che non hanno design, li scovo negli alpeggi. Le persone che vivono negli alpeggi sono poche ormai e questo passato rischia di perdersi. Io lo conservo a mio modo. Uno sgabellino da mungitura, per esempio, sono elementi pre digital molto primitivi, li metto nella resina, cosi da preservarli nel tempo perché nel futuro saranno in 3d. ." "Qual'e' la sua storia personale?" " Io vengo dal Piemonte -  da un piccolo paesino in provincia di Asti -Canelli. Sono zone di montagna, come dicevo e li ci sono gli ultimi souvenir del secolo scorso, cosi mi piace chiamarli. La memoria è un punto fondamentale per me. Ho iniziato facendo design nel '97, quello che facevo era troppo borderline per il mondo della produzione industriale di Design. Il mio lavoro più noto fino ad ora è “Landscape”- terra negli anni 2000, una poltrona fatta di erba." Dice ironico : "Odio quelli che con tavolino di plastica mangiano in strada." Il progetto Driade Moon Mission che presento lunedì 16 Aprile è totalmente nel futuro. In occasione dei 50 anni di Driade è un progetto che vuole proiettare nell'avvenire. Ho disegnato per loro una prima collezione sugli esterni ambientata sulla luna. Utilizzo per realizzare quest'opera  polvere di luna, regolite, pipi e sabbia urea resinata." "Quali sono i suoi prossimi progetti?" "Saro' al Summer Show della Royal Academy ed e' questa una notizia che do a VitaPicta in anteprima" 



AF




Souvenir of the last century_stool 05. Courtesy of Studio Nucleo for VitaPicta




Souvenir of the last century_stool 05. Courtesy of Studio Nucleo for VitaPicta






 




Uno Sguardo Tuttofuoco per il Miart da Cracco

Miart/Cracco@Vitapicta2018AllRightsReserved

C'è una propensione verso l'alto intorno alla Madonnina di Milano. Un giardino verticale in perpetua fioritura di effervescenza creativa, quello che da qualche tempo si genera sui tetti della città. E' la passerella restaurata Highline lunga piu' di 200 mt da cui si godono scorci superbi tra le guglie, è il percorso sinuoso in salita del Museo del Novecento tra dipinti moderni e contemporanei, sono i 250 antichi scalini del Duomo o l'imponente scalone di Palazzo Reale tempio dell'Arte, sono le terrazze del Museo del Vino nel rinomato albergo a 7 stelle dove rombano Ferrari color arancio tra lo stupore degli astanti, ma è anche quella balconata tanto appartata quanto esclusiva del ristorante di Cracco affacciato proprio sotto la cupola vetrata della Galleria Vittorio Emanuele. Qui, in occasione del Miart, lo chef stellato ci accoglie nei suoi spazi per celebrare l'installazione dell'artista Patrick Tuttofuoco due grandi occhi che osservano dalle lunette del bistrot Galleria Cracco. Nelle sale del Ristorante al terzo piano di Via Silvio Pellico 6, a dare il benvenuto tappeti volanti di patatine fritte con crudo di parma offrono agli ospiti l'inizio di piccole prelibatezze svolazzanti su vassoi tra bollicine e scorci imperdibili su Vittorio Emanuele. Cracco con la sua giacca immacolata si presta da vera star ad interviste rubate. Affabile da perfetto padrone di casa e maliziosamente tagliente dal suo marchio di fabbrica ormai a tanti zeri. Gli chiediamo qual'è l'elemento che lui sente di avere in comune con gli artisti le cui opere sono in mostra al Miart. Risponde con un sorriso senza esitazione: " La passione!" e fugge via come si conviene ad una vera Star. 


AF


Le Policromie di Rachel Hayes da Missoni . Miart 2018


                     
 Angela Missoni con Alberica Ferraris @VitaPicta2018AllRightsReserved


Press preview ieri, in occasione dell'Art Week di Milano, per la performance Blowing in the wind dell'artista Rachel Hayes da Missoni nella sede di Via Solferino 9, a cura di Mariuccia Casadio. Intervistiamo Angela Missoni che racconta il suo incontro virtuale con l'arte di Hayes su Instagram: "mi piaceva il fatto che lavorasse con questi teli leggerissimi..” . Di qui la scelta di lasciare all'estro dell'artista la cura del set delle sfilate di Settembre. La collaborazione continua con successo ora in occasione del Miart. I colori vivaci che Heyes utilizza abitualmente nei suoi lavori, creano un sodalizio perfetto con la propensione alle policromie, da sempre caratteristica peculiare della Maison. Continua Angela Missoni: "mi piace il senso dell’effimero che trasmette, l'attenzione verso cio' che non si può catturare.” Il risultato e' un percorso emozionale fatto di luminescenze ripetute attraverso colori brillanti, che si espandono con un calamitante gioco di riflessi in movimento. La percezione e' che, cio' che scorre perpendicolare sulle pareti di questi spazi, sia qualcosa che non si può fermare e fare proprio, pur riuscendo a renderci partecipi di un'esperienza visiva magica. Da non perdere.


MP


MISSONI Showroom
Via Solferino 9, Milano
13 - 22 Aprile 2018 11 am . 9:30 pm



       
Miart/Missoni@Vitapicta2018AllRightsReserved



Miart/Missoni@Vitapicta2018AllRightsReserved


Miart/Missoni@Vitapicta2018AllRightsReserved

                                                                                       Miart/Missoni@Vitapicta2018AllRightsReserved

giovedì 30 aprile 2015

40 Anni per Armani a Milano con 500 Vip


Tom Cruise con Alberica Ferraris inviata di ExpoArtFestival

Memorabile serata, quella di ieri per festeggiare i 40 anni di Giorgio Armani, una delle firme cult della moda italiana. Cinquecento i Vip presenti e molte le celebrità nel parterre, da Tom Cruise a Tina Turner, da Sofia Loren a Chris Pine e Leonardo Di Caprio. Un tributo ad un grande talento e ad un'azienda che porta il prestigio del Made in Italy in tutto il mondo. L'evento è stato realizzato in occasione dell'opening dell'Expo a Milano, celebrato con un defilè e con l'apertura del nuovo bellissimo Silos di 4.500 mq su quattro piani in Via Bergognone 4 . Aneddoto divertente della serata, la nostra inviata Alberica Ferraris ha perso un bracciale incredibilmente poi ritrovato da Tom Cruise e consegnato nelle mani di Roberta Armani. Forse un segno di buon auspicio per questo Expo tanto atteso. Stasera proseguono i festeggiamenti con una lista di invitati blindatissima. MP

Chris Pine con Alberica Ferraris inviata di ExpoArtFestival




sabato 13 settembre 2014

MIlano e il Mondo dell'Arte piangono un Grande Artista . PETROS


PetrosAtelier2014@PetrosFoundationAllRightsReserved

Il mondo dell'Arte è in lutto per la scomparsa del Maestro PETROS Papavassiliou, avvenuta venerdì 12 Settembre 2014 a Milano. Petros è stato il più giovane dei surrealisti astratti, insieme a Max Ernst, Victor Brauner, Sebastian Matta, appartenenti alla scuderia del gallerista Alexander Iolas già scopritore di Salvador Dalì, de Chirico e Magritte. Una delle figure di primo piano dell'arte contemporanea greca e internazionale, in Italia dal 1958 e a Milano dal 1961, è considerato tra i maggiori pittori greci contemporanei. Ateniese di nascita e milanese di adozione, dopo aver ottenuto la cattedra di incisione al Politecnico di Atene e aver vinto un concorso internazionale, decide di trasferirsi definitivamente in Italia. Significativi i riconoscimenti a lui tributati, quali Secondo Premio, alla Biennale di Alessandria d'Egitto 1959, Primo Premio III Biennale di Montecarlo Principato di Monaco 1974, Grande Medaglia UNESCO Parigi e Accademico Tiberina Roma 1977, Gran Premio Xenios Zeus miglior artista greco all'estero, conferito in occasione delle Olimpiadi di Atene 2004 con il musicista Theodorakis, Premio d'Onore II Biennale Internazionale d'Arte di Malta 1991. Numerose le mostre in tutto il mondo. Critici autorevoli come Raffaele Carrieri, Marco Valsecchi, Luigi Carluccio, Vanni Scheiwiller, Roberto Sanesi, Vittorio Sgarbi gli hanno dedicato parole rilevanti. Importante l'amicizia e la collaborazione artistica con il poeta greco Giannis Ritsos e con il premio Nobel Odisseo Elytis. Dopo un primo periodo definito "meccanico" dove congegni e macchinari rappresentavano l'aggressività del progresso tecnologico affascinante e divoratrice, la pittura di Petros si orienterà negli anni successivi verso una fluidità materica sempre in evoluzione. Nella serie dei lavori dedicati ai filosofi presocratici, nella morbidezza delle "Sirene Cosmiche" e nelle opere dedicate a de Chirico, si indaga magistralmente il mistero dell'esistenza umana e con le "Entelechie" se ne ricerca il seme originale. Così la nascita, lo sviluppo e la capacità di trasformazione, di deformazione fino alla mortalità o alla trasfigurazione, sono affrontate con la consapevolezza di un uso del colore in grado di esaltare in modo emblematico il segno. "Io dipingo quello che non si vede, che non c'è in natura. Il cuore di una farfalla, un pezzo di spazio, il fondo degli abissi."una delle sue frasi più celebri. Petros è stato dunque non solo poeta nel tratto, ma anche nella parola quando dice "Dammi il nero, ti darò il bianco pensiero e il pericolo della visione". Sue opere sono presenti in diversi spazi museali in Italia e a lui sono dedicati i musei di Tsepelovo e di Mykonos in Grecia, paesi che certamente perdono oggi un personaggio che fa parte della storia italo ellenica. Il Maestro sarà tumulato ad Ossuccio sul lago di Como dove era solito ritirarsi a creare nel suo studio durante i mesi estivi presso il Sacro Monte della Madonna del Soccorso .

mercoledì 10 settembre 2014

Il Bianco Pensiero . Omaggio di Petros al Sacro Monte di Osssuccio


Il Pericolo della Visione

"Dammi il nero, ti darò il bianco pensiero e il pericolo della visione" dice Petros in una poesia ed è su questa linea d'orizzonte che si espande la luce crepuscolare della sua ricerca. Il Sacro Monte di Ossuccio, sul Lago di Como è stato da sempre un luogo di ispirazione non solo pittorica ma anche poetica per l'artista, che qui ha sentito il desiderio di costruire il suo atelier, riportando in vita l'antico luogo in cui, seicento anni prima, si trovava la cava dei massi in pietra dai quali furono edificate le 14 cappelle della famosa Via Crucis. Un angolo di culto in ascesa che, inerpicandosi per la monragna sulle sponde lariane, conduce al Santuario della Madonna del Soccorso. Un acciottolato che ogni anno ascolta il passaggio di migliaia di pellegrini provenienti da ogni angolo di mondo. Un posto incantevole, crocevia di venti, luci e riverberi che rimandano ad immagini idilliache. Così, dopo la serie di dipinti ad olio donati al Comune di Ossuccio, in mostra permanente nella Chiesa Romanica di Santa Maria Maddalena, ecco ora raccolti in questo volume ad edizione limitata, 40 disegni che raccontano gli scorci di quell'attimo senza tempo in cui si spalancano Le Finestre dell'Inconscio di Petros e dove polimorfiche intuizioni compongono magistralmente le lievi Melodie della Psiche. Uno studio che segue gli schizzi a china realizzati nel 1994 e che  servirono da terreno preparatorio alle 33 opere su tela .  Sono sculture e particolari di affreschi che si trasformano in bozzetti prodotti di getto ed impressioni. Oggi il Maestro ripercorre un itinerario già tracciato dunque, affrontandolo con una consapevolezza diversa ed arricchendo il risultato finale di una moltitudine di significati nuovi. Sullo sfondo di un mondo mitologico e surrealista, La Vergine è ritratta su di un' immacolata copertina in tutta la sua purezza e sacralità . Ecco allora una splendida testa equestre che parla di un cavallo senza nome, presente nella sua essenza estetica ed assente nel suo essere nessuno. 
Un Omaggio al Sacro Monte di Ossuccio che Petros ha voluto suggellare con la creazione di una moltitudine di personaggi, ispirati a quelli visti dal vivo dei Maestri Comacini, ma eleborati dal suo mondo creativo e da esso sorprendentemente indipendenti nell'attimo stesso della loro genesi. Incanta lo sguardo intenso e densamente vivo del disegno Il Pericolo della Visione , come la leggiadrìa perfetta della Dea Lunare o di Apollonia e come non rimanere colpiti ne, Le Melodie della Psiche, dall'incarnazione musicale di una figura mollemente coricata con la testa a forma di violino. L'artista ama da anni appartarsi in questi luoghi tranquilli dove hanno preso forma alcune tra le sue opere più significative, realizzate durante i periodi estivi degli ultimi ventanni. 
"Con la solitudine vicino cerco l'altra verità, quella che non ho ancora capito" dice candidamente ed in questa ricerca sincera e certa, non resta che decifrare nell'essenzialità del segno ciò che per ognuno di noi vale di più. MP



Il Cavallo Nessuno@Petros2014AllrightsReserved

sabato 23 agosto 2014

De Chirico Vive a Pietrasanta

Arrivare a Pietrasanta e' come violare l'uscio socchiuso di un teatro appartato. Guadagnata la collina dove la cittadella nasce ed entrare lentamente a piedi tra le sue vie, e' come immergersi in una fucina d'artista all' aperto. Qui scultori da sempre hanno trovato il luogo ideale per lavorare. Carrara con le sue preziose cave di marmo a due passi era destinata ad essere la miniera d'oro della creativita' italiana ed internazionale. Michelangelo firmo' un contratto di lavoro nel cinquecento, riporta una scritta che padroneggia nella piazza principale. E' questa grande piazza il cuore pulsante di Pietrasanta, l'elemento piu' evidente per la perfezione urbanistica degli edifici principali, per la conformazione geofisica che ne fa da cornice, ma i muscoli e le innervazioni che si insinuano negli angoli non visti, negli studi degli artisti, nelle gallerie, nelle splendide dimore storiche prese d'assalto da un turismo colto che spesso viene da lontano e qui decide di vivere, sono senza dubbio la parte piu' intrigante di questo angolo di mondo tra liguria e toscana. Il mare della Versilia a qualche chilometro di distanza si intuisce ma non si sente, l'Arte in tutta la sua indomabile maestosita' invece si assimila ad ogni passo. La percepisci soprattutto giungendo tra queste vie prima che la vita cittadina si svegli. All'alba, all'ora di pranzo o di notte la citta', abbandonata dalla frenesia umana, dallo scalpitio e dai rumori delle azioni quotidiane, regala le vibrazioni di una urbe d'altri tempi, quasi metafisica. E' un po' come entrare tra le quinte di un quadro dechirichiano, e' un po' come prendere tutto d'un fiato il respiro di un tempo sospeso, ben piantato qui nella nostra bella Italia eppure proveniente da una matrice onirica. MP