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venerdì 13 aprile 2012

MIART 2012 . Masterpiece di Mix&Match/Arte Contemporanea

Nel Day After del Vernissage d'Apertura Miart 2012 che ha segnato un'affluenza record, l'Arte sembra osservare un vuoto silenzioso che sa di stasi economica globale. 
Gli umori degli addetti ai lavori parlano di un pubblico in attesa. Alcuni lamentano un collezionismo poco preparato. Opere interessanti di artisti di fama e giovani in ascesa, poco meno di cento gallerie all'appello e 500 artisti . Le contrattazioni a tanti zeri si fanno più abbordabili. Oggi è possibile concedersi un piccolo capolavoro osservandolo infine tra le nostra mura felici di aver fatto un affare e se ieri il quadro desiderato dal collezionista più esigente costava 400.000 eu, ora non è più un sogno conquistarlo magari per 350.
Tra Matta, Adami, Paladino, Birolli, de Chirico, Sironi, Pomodoro, De Pisis, Mitoraj, Schnabel, ritratti di Basquiat. Tra  giovani affermati come Luca Pignatelli e Roberto Coda Zabetta, una moltitudine di emergenti brillanti e senza talento sono affiancati dalle confuse logiche di un mercato contemporaneo in difetto di fiato. Il Miart di quest'anno ricorda un Masterpiece di Mix&Match, dove gioia dell'anima e portafoglio possono comunque viaggare in sintonia. MP



Mitoraj  al Miart 2012







Mitoraj Pistoletto & myself :)


Mimmo Rotella al Miart 2012


Galleria Poggiali Forconi Firenze Miart 2012









Roberto Coda Zabetta Miart 2012 alla Galleria Poggiali e Forconi di Firenze

Giovani Artisti alla Galleria Diane Kruse di Hamburg

Luca Pignatelli Miart 2012 alla Galleria Poggiali e Forconi di Firenze

Mimmo Paladino Miart 2012













Schnabel al Miart 2012



mercoledì 4 aprile 2012

Collezione Roster, Del Greco, Olschki/Arte

Giovanni Mochi  Nudo


Splendida Anteprima per questa Collezione Roster, Del Greco, Olschki che riunisce opere inedite  nella continuità di una famiglia lungo quattro generazioni, da metà Ottocento agli albori del Novecento. 
Tra Belle Epoque, storie di generazioni e collezionismo, il tempo viaggia a ridosso di una emancipazione femminile ormai alle porte. Il nucleo principale della raccolta è merito di Alessandro Roster medico-scienziato come Giovanni del Greco, di cui è discepolo e genero. A quest'ultimo, amico di Giovanni Fattori, si deve la cellula prima di questa preziosa raccolta d'Arte. Immaginiamo Giovanni del Greco giovane diciassettenne con ai piedi bellissimi stivaloni da palude di cuoio russo, premio dello zio per un esame universitario superato con plauso, fuggire dall'Università di Pisa per arruolarsi tra le fila della Seconda Guerra di Indipendenza. E' il 1859 e questo atipico garibaldino parteciperà a Solferino e  San Martino, verrà ferito in Sicilia durante la Spedizione dei Mille, passerà alla storia come uno degli artefici delle sorti d'Italia e verrà immortalato nell'esperienza  risorgimentale attraverso l'occhio di un illuminato Giovanni Fattori. 
Amico di Giorgio Roster, a sua volta medico, uomo di scienza e cugino di Alessandro, con questi e con Renato Fucini, condivide le vacanze estive nella casa dell'amico Diego Martelli a Castiglioncello, dove, intorno al 1860, si ritrovano a sperimentare nuove tecniche pittoriche i  Macchiaioli. 
L'amore per la natura incontaminata li conduce infine all'Isola d'Elba, dove Giorgio Roster realizza un giardino botanico di piante esotiche e il pittore Llewelyn Lloyd dipinge i fotogrammi che questa mostra ci regala, fatti di paesaggi marini dalle cromìe inconsuete e iridescenti, assorbite sulla spiaggia amata dall'artista, gia' luogo di villeggiatura prescelto dagli eredi Roster, i Rapisardi e gli Olschki



Lloyd  . Lerici
Su questa serie di opere ed intreccio di vite familiari nasce una collezione che a partire da Fattori ed i Macchiaioli è arricchita da opere post macchiaiole nonchè da una straordinaria documentazione fotografica mai mostrata al pubblico fino ad oggi. Accanto ad un Odoardo Borrani con i suoi magistrali scorci da Vecchia Firenze, si distingue Telemaco Signorini con la Spiaggia delle Ghiaie e ragazzini di paese affacciati a muretti che liberano la fantasia. Siamo accolti dalle immagini di Giuseppe Abbati con paesi celati da alte mura, Vito d'Ancona e la sua indimenticabile Donna Mulatta, Silvestro Lega nelle certe pennellate di una Donna che legge
Magica mano quella di Giovanni Mochi che, con il suo Nudo, rimanda ad intensità caravaggesche narrando la sua Firenze ed un Cile adottato a seconda patria e raffigurando nella sua luce latina tutta l'anima di una tranquillità domestica immersa nel verde. La sua Donna che beve Mate del 1881 diviene il simbolo del fecondo periodo di ricerche scientifiche ed antropologiche che proprio allora spinge a studiare usi e costumi di razze non ancora note come quella degli Indios. Ci si emoziona di fronte al lavoro di  naturalisti toscani quali Eugenio Cecconi con  Padule e Cignali, Ruggero Panerai in grado di stendere un capolavoro sul ponte di un traghetto pieno di passeggeri, Cesare Ciani con le sue pennellate albine inconsuete e fresche, immersi in paesaggi dalle calde cromìe d'atmosfere contadine. Colpisce Luigi Gioli con Maremma viva nelle sue policromaticità ed ancora Ludovico Tommasi con la Natura protagonista o Angiolo Tommasi attraverso la luminosità onirica del suo lago palustre.
Questa esposizione a cura di Francesca Dini e Alessandra Rapisardi, ha il valore storico di rievocare atmosfere passate che intrecciano artisti e collezionisti nella sua avvincente trama ed il pregio artistico di plasmare, davanti ai nostri occhi, il cuore di una dimensione sospesa fuori dal tempo. MP



Lloyd Barca a Villa Anselmi

Gino Danti 1881 1968  Fiaccheraio a Santa Maria Novella

Mochi  Gioie Materne
Scuola Toscana 1800 Fanciulla con fiore

Villa Bardini Firenze 1 Aprile _4 Novembre 2012