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venerdì 20 settembre 2013

Sfilate Milano Primavera Estate 2014 . New Hippy Bon Ton per Fendi

New Hippy Bon Ton per la Collezione Fendi 2014. Un tripudio di colori e fiori, tagli sobri e lievemente castigati, dai disegni eleganti. Latitante ogni eccesso. Pantaloni comodi a pinocchietto, bluse fluide, abitini da Colazione da Tiffany Woodstockiana. Cappelli a tesa larga che celano e disvelano. Tacchi a spillo dalla linea sinuosa. Verdi acidi e tenui, rosa e arancioni, gonne vermiglio acceso sapientemente smussati da top grigio ghiaccio. MP






Fendi2014@AllRightsReserved




giovedì 19 settembre 2013

I Sogni Sospesi di Petros

PoesiaNonPronunciata@Petros2013AllRightsReserved
Dicotomia Pneumatica

Strutture policrome che scoppiano
come modellini del pensiero
trasparenti vibrazioni nello spazio
stimolate dalla luce
cercano di riempire il vuoto
che è dentro e fuori di noi.

Sospesi anche i miei sogni
come il tempo in una sosta indecisa
formando così un universo dicotomico
tra il presente e il passato
ma tutto così bello verso
i nuovi confini.
                            Petros



martedì 17 settembre 2013

L'Orto Botanico di Brera . L'Arte della Natura


Inaugurazione del nuovo ingresso ieri , da via Fratelli Gabba 10, dell'Orto Botanico di Brera. Grande affluenza di ospiti per celebrare un angolo di Milano prezioso ed esclusivo.A. Bassetti, P.Tucci, F.Orsi e R.Moncada a fare gli onori di casa. Notevole il restauro delle aiuole con i mattoni originali, le splendide vasche ellittiche del 700. Una curiosita' storica per  la specola scrigno appartato di uno Strumento dei Passaggi di fine 800. Piante rare, un museo all'aperto in grado di avvicinare alla natura nella cornice di architetture splendide. Percorso tecnologicamente avanzato per non vedenti, sostenuto dal Rotary in collaborazione con il Politecnico di Milano, che potranno visitare il giardino in tutta sicurezza. Lezioni di acquerello, laboratori artistici per bambini e conferenze sono solo alcune delle attivita' proposte dall'Associazione Amici di Brera. Piante officinali, Peonie, Aquilegie, ortaggi e la fioritura primaverile di bulbi policromi rendono questo luogo una meta imperdibile. MP

giovedì 12 settembre 2013

Royal Affair/Cinema

RoyalAffairs2012@AllRightsReserved
Produzione danese, svedese, tedesca e della Repubblica Ceca per questa pellicola del 2012 firmata Arcel. Una ricostruzione fine settecentesca ben romanzata della Danimarca  e della sua storia molte volte a noi sconosciuta. Gli intrighi di corte inglesi o francesi piu' spesso sul grande schermo hanno con questo film lasciato per una volta il passo alle vicissitudini amorose di una giovane regina Caroline Mathilde di origine inglese e del medico di corte tedesco StruenseeSulla scia delle ideologie illuministe, per l'epoca rivoluzionarie e tra le righe di Voltaire e Rousseau, nasce una bambina, che con il fratello maggiore Frederik, figlio legittimo del re, risolleveranno infine il paese dal declino.Ottima l'interpretazione di Mikkel Boe Folsgaard nei panni del folle Christian VII.  128 minuti piacevoli per chi ama il genere. MP


sabato 17 agosto 2013

Apologia al Silenzio

Adoro il Silenzio. In esso riluce l'essenza prima della vita. Vi trovo il giusto spazio ai miei pensieri. Piu' in la' la raccolta differenziata delle parole inutili. In un bidone le frasi gettate alla rinfusa. In un altro i concetti incrinati. Nell'ultimo le frasi meditate e mai pronunciate. Dove il verbo e' latitante li supura qualcosa di importante. Non importa in fondo se vedra' la luce, se trovera' una espressione o rimarra' muto. La sua essenza vibra e con essa il nostro spirito. Amo attraversare la natura  prodigiosa con una persona cara accanto, in un passo silenzioso. Mi piace ascoltare il mio respiro che palpita agli odori del bosco, alle emozioni primordiali. Dove la parola e' assente li la mente zampetta allegra come un puledrino appena nato. Il rumore del mare si infrange, il fuoco crepita, la coccinella plana ed un bimbo nasce col suo pianto infrangendo per qualche attimo la coltre dell'afonia, poi si guarda intorno ammutolito per capire dove sia atterrato. Sott'acqua si e' immuni dal rumore, si e' leggeri col corpo mentre si nuota, pur avendo cubi d'acqua e la forza di gravita' che ci preme sulla testa. Vorrei contenere il Silenzio tutto in una sfera. Lo osserverei in trasparenza e controluce. Ne analizzerei la composizione e la massa. Fors'anche , ne avessi la possibilita', lo peserei pure, per regalare al mio cervello la sua consistenza, per dargli lo spazio corposo nella mia psiche che merita. Mi piacerebbe svestirlo a strati come la corolla di un fiore e studiarne i pistilli al microscopio, uno ad uno. Gradirei conoscerne il sapore, il suono ed il colore. Penso che se il Silenzio avesse un colore sarebbe bianco immacolato, la somma di tutte le cromie a me note e in questa convinzione il mio animo si placa nell'assenza di gravita' dell'Universo da dove esso nasce e dove va a finire. Michela Papavassiliou . Isola d'Elba agosto 2013
Cariatidi di Petros 2012

Una Farfalla Bianca all'Isola d'Elba

Gioconda by Petros dettaglio
L'Elba la conosciamo come luogo d'esilio di Napoleone o punto d'approdo di Argonauti stanchi, che si asciugarono la fronte dal sudore coi suoi sassi immacolati. Data la posizione strategica tra Sardegna , Corsica e gli atolli delle Eolie, quest'isola dell'arcipelago toscano dalla forma di calamaro gigante, chiazzata di rubino per la presenza di innervazioni ferrose, fu nei secoli una tappa di grande importanza.  Intorno Capraia, Giannutri, Pianosa, il Giglio e la misteriosa Montecristo che svetta come una visione austera e mesta in mezzo al mare. Gli antichi greci la chiamavano Aithale , per la "fuliggine" che la ricopriva. Tra gialle fioriture di ginestre sulla vetta di Capanne si gode una vista a perdita d'occhio. Foreste di lecci e boschi cedui regalano una impagabile frescura tra lingue di sabbia seducenti come le spiagge di Fetovaia o Cavoli. Ho soggiornato a Procchio da una cara amica, sopra la baia che ispiro' le tele migliori di Loyd. Dalla sua dimora persa tra centenari pini marittimi il morbo della scrittura trova il suo habitat naturale. Herve' Guibert lavoro'e decise di finire i suoi giorni su questa terra. Ho visto il sole tuffarsi sulla linea dell'orizzonte tra flessuose montagne color viola e lanciare un fascio verde sopra le acque, giusto un attimo prima di scomparire sulla linea del tramonto. Ho camminato sulle rocce calde e levigate da un passato che si fonde col presente. Ho ascoltato il dialetto elbano, meraviglioso mix tra corso e toscano. Sembra che la Fortezza di Volterraio, rifugio privilegiato dagli attacchi dei pirati, abbia contagiato l'interah isola e che in questi lidi ci sia una protezione speciale dalle brutture della nostra contemporaneita'. Sembra che qui il cemento, che ha martoriato l'Italia, non sia sbarcato se non con carichi sporadici e la natura possa ancora giocare il ruolo da primadonna. I fondali sono puntellati di relitti subacquei di epoca romana. Ho nuotato in queste acque turchesi tra gabbiani e cormorani. Ho perlustrato la macchia mediterranea accompagnata da una farfalla bianca. Dicono che cio' rappresenti l'idea che sia in atto una trasformazione e all'Elba pare proprio che questa possa avvenire in noi che la attraversiamo per la prima volta o ci torniamo in ogni tempo. Michela Papavassiliou

venerdì 16 agosto 2013

Autocertifico che Sono Viva

                                                                                                                                                                 
Gioconda by Petros
Mi sono trovata da sola a Milano d'agosto. Un documento urgente da fare al consolato brasiliano per mia figlia ed eccomi qua, in coda alle otto del mattino nelle scale di un edificio anni sessanta rimesso a lucido per accogliere gli uffici diplomatici. Guadagno a fatica il primo piano. Obiettivo e' prendere un numerino di prenotazione prima che le stanze si riempiano di gente. E' il mio turno l'addetto mi chiede quale sia la mia necessita'. Alla parola Autocertificazione un ghigno beffardo si dipinge sul suo volto. "Deve andare in Comune e certificarlo in Prefettura." Esco mi dirigo agli uffici comunali dove mi accoglie un " Ma noi non facciamo questo genere di cose. Lo scriva su di un figlio in bianco e' sufficiente e non occorre che lo faccia timbrare dal prefetto." Chiedo un modulo prestampato per autocertificazioni generico e mi viene dato con una certa ritrosia. Penso che al consolato un minimo di intestazione istituzionale possa piacere e fuori, sul cofano di una macchina, scrivo il testo inventandolo di sana pianta poiche' nessuno fino ad ora e' stato in grado di dirmi cosa ci devo scrivere. Torno in questo Brasile satellite sul suolo italiano e l'impiegato di prima con aria di intolleranza massima mi dice tra i denti di andare a legalizzarlo. "Non mi interessa cosa le abbia detto il comune, per il nostro governo lei deve andare in prefettura."Lo guardo con aria di odio e mi dirigo con quaranta gradi all'ombra presso uffici chiusi senza riserve per l'intera settimana di ferragosto. Mi dirigo al tribunale. Nessuno mi ha detto di farlo ma ricordo che qualcuno un tempo mi aveva parlato di un ufficetto preposto a simili cose. Arrivo davanti a palazzo di giustizia. Sembra un pachiderma in letargo. Niente detenuti, imputati, giudici o avvocati. Due uscieri  accaldati e stanchi mi guardano come fossi sbarcato da Giove. "Dovrei certificare un documento" "Qui non certifichiamo." Pausa. Panico. Li guardo con aria persa. Colti da pieta' mi dicono: " Forse voleva dire legalizzare." "Si infatti" "Guardi e' tutto chiuso ma se va al quinto piano con l'ascensore e al sesto a piedi forse la possono aiutare." Metto la borsa come nei blocchi sicurezza sul vassoio porta oggetti e mi accorgo che in realta' sono vaschette trasparenti della frutta e verdura riciclate. Mi sento addosso in un nano secondo tutti i tagli che il governo ha fatto al settore giustizia e mi rammarico per chi deve lavorare in questo modo e per questa povera Italia messa in ginocchio. Guadagno la stanza indicatami tra corridoi deserti e un silenzio inquietante. Due extracomunitari dotati di carrelli e di un'aria rassegnata portano faldoni di qua e di la' in aule fantasma. I commessi, un uomo e una donna mi guardano increduli che qualcuno sia riuscito ad arrivare fino a li in una giornata come questa. La signora prende in mano il foglio e decreta che loro non fanno questo genere di cose. Mi sento come le avessi fatto una proposta indecente. Spiego con un fil di voce che senza il loro timbro mia figlia non puo' tornare in Italia per importanti motivi familiari. "Ma la cosa allora ha carattere d'urgenza-dice lui-ora provo a vedere" Da un'agenda molto vissuta cava un numero di telefono e chiama. Lo abbraccerei per lo slancio che sta avendo nei miei confronti ma la mia gratitudine lo travolgerebbe e mi trattengo. Mi dice di andare dal suo collega cancelliere e io obbedisco al volo. Li saluto e ringrazio. "Signora ci rivediamo dopo tanto deve ripassare da noi, aspetti a salutarci." Viaggio nel deserto e finalmente arrivo a destinazione. Il cancelliere mi stava aspettando. Il suo viso privo di mimica facciale mi inquieta un po ma non resta che prendere il toro per le corna e mi accomodo davanti a lui. La scrivania strabocca di carte e codici e una sua collega si avvicina lanciandogli una battuta che non afferro per intero. "...Poi prendi la maglietta di Calvin Klein" In quell'istante mi prefiguro una tshirt da mercato taroccata dello stilista e mestamente, senza proferire parola, mi rivolto a lui. L'uomo scuote la testa legge gli articoli in calce al foglio, sfoglia codici e non si ritrova. Sbuffa. Io muta. So per certo che gli articoli non si riferiscono all'autocertificazione che devo fare ma tante' li avevo preferiti ad un foglio anonimo bianco. Sussurro che forse possiamo riscrivere tutto su carta semplice. Fa una smorfia con aria schifata. Alza lo sguardo e mi guarda fisso ora. Il panico mi sta per far rizzare tutti i capelli. "Ma lei ce l'ha la marca da bollo da 3.47?" "No veramente..." Abbasso le spalle bastonata nell'animo. "E quella da 16? E la carta di identita'?" Allungo tremante il passaporto verso l'Inquisizione. "Ha solo questo?" Pigolo "Ssi..." "Vabbe' vada a comprare  i bolli intanto" Volo compro e torno. Lui intanto ha preparato un foglio del tribunale. Straccio con gioia quello che avevo, non prima di avere copiato precisamente il testo da me inventato in precedenza. Se lo avessi riscritto a memoria l'effetto di autenticita' si sarebbe ampiamente perso. Mi osserva apporre la firma e timbra davanti e dietro. Vorrei ardentemente che timbrasse anche di lato ma lo spessore del supporto non lo consente. Sono in un libro di Kafka e la cosa comincia quasi a piacermi. Scendo dai miei ormai amici, c'e' un pubblico ministero da trovare e dopo il suo autografo sono libera. L' orgoglio che questo pezzo di carta abbia tutti questi sigilli mi gonfia il petto come un palloncino, lo ammetto e trotto alla volta do Brazil tutta contenta. Gia' mi pregusto l'espressione esterefatta dell'aguzzino sudamericano. Arrivo gli taglio il sorriso di netto. Non puo' credere nemmeno lui che sia riuscita a raccattare cosi tante medaglie al valore in poco tempo. Dopo due ore di coda raggiungo lo sportello. Mi avvvicino alla finestrella come un soldato che dalla trincea avanzi sugli avanbracci per spiare il nemico. Ho l'elmetto un po storto, sono sbrindellata qua e la' ma alla fine una magnifica lunare etichetta multicolore viene apportata al mio capolavoro. "Oh! " Sono in estasi. Esco e lo guardo controluce in tutta la sua apoteosi. Autocertifico che Sono Viva. Michela Papavassiliou